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Amministratore di condominio senza requisiti: nullità della nomina e rischi per il condominio

Amministratore di Condominio
Nel panorama della gestione condominiale, la figura dell’amministratore riveste un ruolo centrale e delicato. Proprio per questo motivo, la normativa vigente prevede specifici requisiti di professionalità e onorabilità che devono essere necessariamente posseduti da chi esercita tale funzione.
Recenti pronunce della Corte di Cassazione (sentenze n. 28195 e 28196 del 2024) hanno ribadito con forza le conseguenze derivanti dalla nomina di un amministratore privo di tali requisiti, chiarendo aspetti di grande rilevanza pratica per condòmini e operatori del settore.

La nullità della nomina
La nomina di un amministratore che non possiede i requisiti previsti dall’art. 71-bis delle disposizioni di attuazione del Codice Civile è da considerarsi nulla, in quanto contraria a norme imperative.
Tali requisiti non rappresentano un mero formalismo, ma sono posti a tutela di interessi generali della collettività. Il legislatore, infatti, ha inteso garantire che la gestione condominiale sia affidata a soggetti qualificati, affidabili e competenti.
La nullità della nomina comporta, di conseguenza, anche la nullità del contratto di amministrazione. Ciò significa che l’amministratore non ha diritto a pretendere alcun compenso per l’attività svolta.

Gli effetti sugli atti compiuti
Uno degli aspetti più critici riguarda la validità degli atti compiuti dall’amministratore privo di requisiti.
Secondo l’orientamento evidenziato anche dall’ANACI (Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari), tali atti sono privi di effetti nei confronti del condominio, salvo eventuale ratifica da parte dell’assemblea.
In concreto, questo significa che:
  • i contratti stipulati con terzi non vincolano automaticamente i condòmini;
  • il terzo contraente non può pretendere l’adempimento dal condominio, se non in presenza di una successiva approvazione assembleare.


Le responsabilità e i rischi
Le conseguenze possono essere particolarmente gravi sotto diversi profili.
1. Per il condominio
Gli atti compiuti dall’amministratore nullo possono risultare inefficaci anche in situazioni delicate. Ad esempio, una denuncia di vizi o difformità (ex art. 1667 c.c.) effettuata da un amministratore privo di requisiti potrebbe non interrompere i termini di decadenza o prescrizione, causando un danno diretto ai condòmini.
2. Per l’amministratore
L’amministratore risponde personalmente dei danni:
  • verso i condòmini, per la gestione illegittima e le eventuali conseguenze negative;
  • verso i terzi, qualora questi abbiano fatto affidamento, senza colpa, sulla validità del rapporto contrattuale.
3. Per i terzi contraenti
Anche i fornitori o professionisti che hanno stipulato contratti con l’amministratore potrebbero trovarsi in una posizione di incertezza, non potendo contare sull’efficacia automatica degli accordi.

L’importanza della verifica preventiva
Alla luce di quanto sopra, emerge con chiarezza l’importanza di una verifica preventiva dei requisiti dell’amministratore al momento della nomina.
I condòmini devono accertarsi che il professionista incaricato:
  • possieda i requisiti di legge;
  • sia adeguatamente formato;
  • offra garanzie di affidabilità e trasparenza.


Conclusioni
La nomina di un amministratore privo dei requisiti previsti dalla legge non è un’irregolarità sanabile con leggerezza, ma una situazione che comporta la nullità del rapporto e potenziali conseguenze economiche rilevanti.
Una gestione condominiale corretta e sicura passa necessariamente dalla scelta di un amministratore qualificato, in grado di operare nel rispetto delle norme e di tutelare efficacemente gli interessi della collettività condominiale.